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    Anteprima dei titoli Donizetti Opera 2020: “Marino Faliero” e “La fille du régiment” per il ritorno dell’opera al Donizetti

    Due grandi titoli del compositore bergamasco segneranno la riapertura del teatro dopo i restauri
    Prosegue con un nuovo titolo l’Edizione Critica Nazionale con Casa Ricordi

    In coincidenza con l’apertura del festival Donizetti Opera 2019, vengono resi noti i primi due titoli del programma 2020, quelli che saranno messi in scena al Teatro Donizetti: Marino Faliero La fille du régiment segneranno così il ritorno definitivo dell’opera sul palcoscenico del Teatro cittadino che riaprirà nel settembre 2020.
     
    Il progetto di riscoperta donizettiana prosegue dunque con la sesta edizione del Donizetti Opera, festival internazionale dedicato al compositore bergamasco affidato alla direzione artistica di Francesco Micheli e a quella musicale di Riccardo Frizza. Il nuovo festival si svolgerà dal 19 novembre al 6 dicembre 2020 con un programma articolato che sarà annunciato con i dettagli nelle prossime settimane, e rispecchierà la formula, ormai consolidata e apprezzata dal pubblico – sempre in crescita, sia locale, sia internazionale – con i titoli operistici che si intrecciano fra loro nei fine settimana intorno al Dies natalis (29 novembre).
     
    Il programma festivaliero 2020 prosegue il lavoro di riscoperta e valorizzazione dell’eredità operistica di Donizetti attraverso una sempre più approfondita codificazione dell’identità musicale del compositore. In quest’ottica è fondamentale la scelta delle edizioni da eseguire: per La fille du régiment si adotterà quindi per la prima volta la nuova edizione critica a cura di Claudio Toscani, che segna un’altra tappa fondamentale della collaborazione con Casa Ricordi che da trent’anni porta avanti l’Edizione critica delle Opere di Gaetano Donizetti, prima in accordo con il Comune di Bergamo, oggi con la Fondazione Teatro Donizetti. L’edizione di Marino Faliero è invece di Maria Chiara Bertieri, frutto delle ricerche promosse dalla sezione scientifica della Fondazione bergamasca guidata da Paolo Fabbri.
     
    Andato in scena al Théâtre Italien di Parigi – il più alla moda dell’epoca e con Rossini coinvolto nella direzione – il 12 marzo 1835, Marin Faliero vantava un cast di virtuosi di prim’ordine (Luigi Lablache, Antonio Tamburini, Giulia Grisi, Giovan Battista Rubini), cosa che suscitò un’artificiosa rivalità con Bellini che aveva messo in scena poco prima nel medesimo teatro I Puritani. Ambientato a Venezia nel Trecento, il soggetto di Marino Faliero narra la vicenda frammista di politica e sentimento, dell’omonimo doge accusato di alto tradimento in un clima musicale in cui Donizetti tenta fra l’altro di sperimentare nuovi equilibri sonori, soprattutto nella scrittura per le voci maschili.

    Cinque anni dopo – scomparso Bellini e con Verdi non ancora impostosi sulla scena internazionale – Donizetti domina incontrastato l’ambiente teatrale europeo coi suoi ultimi grandi capolavori; a Parigi, nel 1840, è la volta quindi della Fille du régiment, in programma all’Opéra-Comique. Il titolo è da subito molto apprezzato sui palcoscenici di tutto il mondo e si caratterizza sia per la presenza d’irresistibili pezzi di bravura destinati al soprano e tenore, sia per la peculiare vicenda che fa agire elementi storici, patriottici e sentimentali intorno a una protagonista femminile forte e ironica.