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    Dal dolore alla rinascita. Diario di viaggio 2020

    Il 2020 è stato un anno doloroso per la comunità bergamasca: una situazione d’urgenza, molte perdite umane, un vissuto traumatico per le famiglie e la comunità, l’angoscia che si è presentata nel quotidiano. Gli individui, le famiglie, la città stanno riprendendo lentamente la propria vita con una ferita da cicatrizzare e un processo di lutto.

    Il festival Donizetti Opera ha sentito il bisogno di mettersi al servizio della comunità e di contribuire ai processi di “guarigione” in atto e al superamento dell’evento drammatico vissuto da Bergamo e dal mondo intero. Da sempre l’opera lirica mette in scena il dolore e la gioia tramite i drammi di uomini e donne che diventano eroi senza averlo scelto. È tempo di mettere in gioco questi contenuti artistici e culturali affinché assumano un ruolo sociale: lenire il dolore e curare l’“anima” di chi è rimasto.
     
    Così è nato alcuni mesi fa un tavolo di lavoro che porta professionisti del mondo dell’opera e della psicologia a riflettere insieme e a creare nuovi contenuti artistici che abbiano uno sguardo “curativo”.

    Allo staff del festival guidato da Francesco Micheli, si è unita Francesca Corna, psicologa e psicoterapeuta bergamasca, formatasi in Italia e all’Université Descartes di Parigi, con una specializzazione in psicotraumatologia e che ha realizzato progetti in diverse parti del mondo, in contesti di vulnerabilità sociale e di emergenza umanitaria. Francesca Corna appartiene a una delle famiglie travolte dal Covid e ha vissuto in prima persona la ferita e il dolore della perdita e della mancanza della possibilità del commiato.
     
    Il tavolo di ricerca ha lavorato su come l’opera lirica, e il festival bergamasco in particolare, possano pienamente ricoprire un nuovo ruolo sociale che può aprire una diversa visione di questa forma artistica. Donizetti diventa così una risorsa di cura e di crescita per la comunità. Già da quest’anno il festival vuole condividere stimoli utili a una più intensa partecipazione, grazie all’esperienza operistica, per aiutare la comunità a curare la ferita traumatica vissuta e il processo di lutto in corso.
     
    Il festival Donizetti Opera vuole quindi continuare il percorso iniziato a giugno con il “Requiem” di Donizetti al Cimitero diretto da Riccardo Frizza, alla presenza del Presidente della Repubblica, ricordando chi non c’è più, aiutando chi resta a elaborare il lutto e in generale “curando l’anima” della comunità. Da qui un progetto per stimolare i suoi ospiti a mettere in relazione la loro esperienza con quel che vedono in scena, sempre disponibile sulla web tv, chiedendo loro di ricordare e testimoniare, e l’idea di creare al Teatro Donizetti uno spazio della memoria.
     
    In questo terzo weekend, coloro che sono già iscritti alla newsletter del festival e della web tv, ma anche coloro che lo faranno nelle prossime settimane, riceveranno con cadenza periodica delle comunicazioni via mail contenenti testi, domande, immagini per tracciare il proprio percorso. Chi vuole potrà anche condividere le riflessioni con il gruppo di lavoro.
    Inoltre sarà inviato un piccolo fascicolo, in cui tenere il proprio diario di viaggio in questo periodo così difficile, contenenti testi e immagini (fotografie di Bergamo durante il primo lockdown, scattate da Gianfranco Rota).
     
    Il festival Donizetti Opera 2020 non si è fermato anche grazie al sostegno del main partner Allianz e del contributo di AB EnergieCurnis – RolexTernaUniacque oltre che di UBI Banca e degli Ambasciatori di Donizetti di cui fanno parte oltre 25 realtà imprenditoriali del territorio vicine al teatro.