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  • Donizetti Opera: il debutto di “Lucrezia Borgia” nella nuova edizione critica

    Donizetti Opera: il debutto di “Lucrezia Borgia” nella nuova edizione critica

    Al Festival Donizetti Opera debutta “Lucrezia Borgia” nella nuova edizione critica di Roger Parker e Rosie Ward

    Protagonista il soprano Carmela Remigio, artista in residenza 2019 con al fianco il tenore Xabier Anduaga, il mezzosoprano Varduhi Abrahamyan e il basso Marko Mimica 
    Sul podio della Orchestra Giovanile Cherubini il direttore musicale Riccardo Frizza
     
    Nuovo allestimento coprodotto con Reggio Emilia, Piacenza, Ravenna e Trieste, firmato dal regista Andrea Bernard

    Bergamo, Teatro Sociale, venerdì 22 novembre, ore 20.30
    Repliche domenica 24 e sabato 30 novembre

    La seconda settimana di programmazione del festival Donizetti Opera di Bergamo segna il debutto attesissimo del terzo titolo operistico in programma quest’anno, uno dei capolavori più amati di Donizetti: Lucrezia Borgia in scena venerdì 22 novembre alle ore 20.30 (repliche 24 e 30 novembre; anteprima under 30 il 20 novembre);sui leggii la nuova edizione a cura di Roger Parker e Rosie Ward, che riprende la fondamentale collaborazione con Casa Ricordi (da trent’anni portabandiera dell’Edizione critica nazionale delle Opere di Gaetano Donizetti in accordo con il Comune di Bergamo e con la Fondazione Teatro Donizetti).
     
    L’esecuzione è affidata alla bacchetta di Riccardo Frizza (Carla Delfrate sarà sul podio il 30 novembre), che dirigerà l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Nel ruolo del titolo il soprano Carmela Remigio e,nelle vesti di Gennaro,il tenore XabierAnduaga– entrambi reduci dai successi nel 2019 nel Castello di Kenilworth–; quindi Marko Mimica sarà Don Alfonso d’Este, VarduhiAbrahamyan sarà Maffio Orsini.
    Il ricchissimo cast è completato daManuel Pierattelli (JeppoLiverotto), Alex Martini Don Apostolo Gazella), Roberto Maietta (Ascanio Petrucci), Daniele Lettieri (OlofernoVitellozzo), Rocco Cavalluzzi (Gubetta), Edoardo Milletti (Rustighello), Federico Benetti (Astolfo), Claudio Corradi (Un usciere), Alessandro Yague (Un coppiere), Francesca Verga (La principessa Negroni). Il Coro è quello del Teatro Municipale di Piacenza diretto da Corrado Casati.
     
    Il nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti con la regia di Andrea Bernard, le scene e i costumi ideati rispettivamente da Alberto Beltrame e Elena Beccaro, i movimenti coreografici di Marta Negrini e luci di Marco Alba, è frutto di un’importante coproduzione territoriale con la Fondazione i Teatri di Reggio Emilia, la Fondazione Teatri di Piacenza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni e la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, dove lo spettacolo sarà messo in scena subito dopo le date bergamasche.
     
    Venerdì 22 novembre, giorno del debutto ma alle ore 18.30, nella Biblioteca Angelo Mai (piazza Vecchia 15) a pochi passi dal Teatro Sociale, il direttore scientifico Paolo Fabbri dialogherà con il curatore dell’edizione critica Roger Parker per presentare l’opera. L’incontro è a ingresso libero e prevede la traduzione italiano/inglese.
    Un’edizione critica è un campo aperto, una serie di possibilità documentate che permettono di ricostruire e di eseguire un testo musicale storicamente attendibile. Per Lucrezia esistono non meno di nove versioni, tutte “originali”, che impongono scelte sia da parte del regista sia da parte del direttore d’orchestra:per questa nuova produzione, Frizza ha deciso di proporre una versione che, partendo dalla prima assoluta alla Scala nel 1833, accoglie i cambiamenti realizzati dal compositore per le recite del 1840 al Théâtre Italien a Parigi, mantenendo però il duetto Orsini-Gennaro, tagliato a Parigi, che infatti verrà eseguito al Teatro Sociale di Bergamo.

    «La partitura della Lucrezia – sottolinea Riccardo Frizza – deve essere annoverata tra le più preziose gemme del nostro patrimonio operistico. Donizetti crea potenti situazioni drammatiche con tratti musicali di assoluto genio. Scene notturne, coinvolgenti ritmi di danza e melodie appassionate punteggiano la musica, caratterizzata da una raffinata orchestrazione. Numerosi sono i dettagli nei quali si annida il genio di Donizetti. Non si dimentichi che ogni grande compositore influenza i suoi successori ma egli stesso è influenzato da ciò che lo precede. C’è sempre un’eredità da gestire con la quale confrontarsi; così mi piace pensare a quanto Verdi, studente a Milano all’epoca della prima della Lucrezia Borgia, abbia conosciuto e fatto tesoro dell’insegnamento di questa magistrale partitura di Donizetti».

    Nell’immaginario comune Lucrezia Borgia, personaggio e opera, appare sovente come groviglio di malvagità, perfidia e crudeltà. In questa edizione bergamasca, secondo la visione del regista Andrea Bernarnd – giovanissimo vincitore (nato nel 1987) dell’European Opera Directing Prize – è prima di tutto «una donna e una madre, staccandola dal mito storico e romanzato di cinica avvelenatrice. Il lato umano di Lucrezia è l’aspetto più potente della vicenda dell’opera donizettiana e quello che permette alla drammaturgia di svilupparsi in una sequenza di scene paragonabili a un thriller cinematografico pieno di tensione e colpi di scena. Lucrezia è indubbiamente una donna di potere, figlia di un Papa e moglie di un uomo influente come Alfonso d’Este; ma quello che viene sottolineato nell’opera non è tanto il dramma storico bensì il dramma umano. In questo modo Lucrezia diventa la protagonista di una storia universale paragonabile ai miti greci con i loro amori, incesti, vendette e tradimenti. Nella nostra messa in scena abbiamo quindi cercato di sottolineare le ragioni che hanno portato Lucrezia a vendicarsi e a morire della sua stessa vendetta, colpita da un fato avverso sin dall’inizio. Il vero e unico sentimento che muove questa donna è, infatti, l’amore materno, più forte di qualsiasi altro affetto, che sarà la sua salvezza ma allo stesso tempo la sua rovina. Un sentimento ostinato, duraturo, che esprime bellezza, potere, erotismo ma che, se non preso con giusto distacco, può causare ambiguità. La Ferrara descritta nell’opera rivela la sua natura di mondo fatto di segni e simboli più che di luogo reale. Un mondo basato su maschilismo, corruzione, pregiudizi, egoismo e noia, dove tutti questi elementi generano pulsioni emotive e fisiche di violenza e perversione. Lucrezia è l’unica donna all’interno della vicenda, intorno a lei esisteranno solo uomini/animali che le riversano contro il loro fallimento personale».

    Anche questa produzione del festival Donizetti Opera 2020 sarà registrata e verrà realizzato un dvd con l’etichetta Dynamic.
     

    Teatro Sociale
    mercoledì 20 novembre – 19.00 (anteprima giovani)
    venerdì 22 novembre – 20.30 Turno A
    domenica 24 novembre – 15.30 Turno C
    sabato 30 novembre – 20.30 (fuori abbonamento)